Sconfitta pesantissima per la squadra allenata da Moreno Longo, in una partita decisiva per la corsa salvezza. Nelle pagelle del Bari pesa soprattutto l’atteggiamento messo in campo, troppa sufficienza e poca abnegazione. Gli abruzzesi dominano in lungo e in largo, il risultato non è mai stato in discussione. Pericolosi sopratutto i segnali lanciati dal punto di vista psicologico, dove ancora una volta il Bari si è dimostrato fragile ed incapace di reagire se messo all’angolo. Infine, pagella negativa anche per Longo, che si è reso protagonista di alcune scelte di formazione abbastanza discutibili.

Il peggiore: Nikolaou 4

Il centrale greco non giocava da Gennaio, dalla vittoria esterna di Cesena. Non sappiamo se il momento di forma sia negativo, quel che è certo è che ha dato delle risposte negative. Sono tanti gli errori individuali, sopratutto in fase di costruzione. Sbaglia lui sulla prima rete di Di Nardo, e in generale non riesce mai a contenere il centravanti degli abruzzesi. Anche Odenthal, che fino ad oggi stava convincendo tutti, paga un feeling mai sbocciato con il compagno di reparto.

Il migliore: Rao 5.5

Il calciatore a cui vanno attribuite meno colpe possibili, piuttosto che il “migliore”. Anche la prestazione del classe 2006 è negativa, ma tenta di scuotere se stesso ed i suoi in un paio di circostanze. Purtroppo, però, non ha trovato il modo per cambiare l’inerzia del match.

Il resto delle pagelle del Bari

Cerofolini 5, Mantovani 4.5, Odenthal 4.5, Pucino 4.5, Artioli 5, Maggiore 4.5, Dorval 5, De Pieri 5, Moncini 5, Traore 5, Esteves 5.5, Cistana 5, Bellomo S.V., Çuni S.V.

Allenatore Moreno Longo 4.5

Paga scelte di formazione abbastanza discutibili. Nikolaou non rende, Pucino sulla fascia spinge troppo poco, e la difesa abruzzese riesce sempre ad essere in superiorità numerica. I cambi di inizio ripresa non funzionano, dopo 2 minuti subisce anzi il colpo del KO da Di Nardo. Quello visto a Pescara non è il Bari in crescita che avevamo visto nelle ultime 3 uscite. Pesa tantissimo il contesto, perché questa sfida non andava sbagliata.

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