Il successo contro la Cavese rilancia il Bari tra entusiasmo e fiducia. Valerio Mantovani racconta il peso della retrocessione, mentre Massimo Rastelli guarda al derby e al mercato.

Mantovani racconta il nuovo Bari e il peso della retrocessione

Il successo ottenuto contro la Cavese ha riportato entusiasmo nell’ambiente biancorosso. Tra i protagonisti c’è stato Valerio Mantovani, autore della seconda rete con la maglia del Bari e protagonista anche con la fascia di capitano al braccio, un riconoscimento che considera particolarmente significativo.

«Più di quello della società – le parole semplici ma convinte del difensore romano – il riconoscimento della squadra per la nomina da capitano è una grande soddisfazione. A livello caratteriale avrò trasmesso qualcosa per meritare questa fiducia. Vengo da tanti momenti brutti. Sin dal ritiro, percepivo una energia positiva da parte dei compagni. Dobbiamo concedere molto meno. Contenti dei tre punti contro la Cavese, ma restano tante cose da migliorare».

Il difensore ha poi ripercorso le difficoltà vissute nella passata stagione, soffermandosi sulle conseguenze della retrocessione in Serie C. «Dopo gli eventi negativi, il calcio offre la possibilità di riprenderti. Come dopo la tragedia calcistica dell’anno scorso. Poteva essere facile andare via. Chi lo ha fatto si è portato dentro qualcosa di brutto. Retrocedere a Bari non è da poco. Fuori magari si sorride, però dentro si porta un macigno. Ho provato vergogna».

Parole di apprezzamento sono arrivate anche per i giovani della rosa: «Mane è un ragazzo su cui puntare. Come Elia, giovane molto umile e preparato. Ben vengano questi ragazzi».

Bari, Colangiuli celebra il primo gol e Rastelli guarda avanti

Tra le note positive della vittoria c’è anche il primo centro in maglia biancorossa di Davide Colangiuli, cresciuto nel quartiere Libertà e protagonista di un momento particolarmente emozionante.

«È stato bellissimo. Un sogno coltivato da quando sono nato. Poi, farlo davanti alla mia famiglia è un’emozione grandissima. Sono corso in lacrime verso la panchina e dal mister che mi ha dato fiducia».

Dopo la gara, l’allenatore Massimo Rastelli ha analizzato la prestazione della squadra, già proiettata verso il prossimo derby contro il Barletta.

«In questo momento di sofferenza i ragazzi ce la stanno mettendo tutta. La differenza la fanno sempre loro. Contro la Cavese, mi è piaciuta anche la voglia dimostrata sino alla fine. Si poteva anche segnare il quarto gol».

Il tecnico ha ribadito come il percorso di crescita sia ancora in corso. «Per ora sfrutto gli uomini a disposizione nella condizione migliore. Nel tempo vedremo. L’importante è che adesso ci sia una precisa identità e che si sappia cosa fare in campo. Disporre di giocatori decisivi dalla panchina è fondamentale nel calcio moderno e per mantenere alto il livello. Con Mogos abbiamo colmato un vuoto. Per vincere il campionato servono due giocatori forti per reparto. Marino e Minadeo conoscono benissimo le situazioni da colmare. Abbiamo ancora dieci giorni per riempire tutti i tasselli».

Rastelli: «Serve identità, il gruppo viene prima di tutto»

L’allenatore del Bari ha posto l’accento sulla crescita collettiva, sottolineando che il rendimento della squadra dovrà migliorare con il passare delle settimane.

«Durante la stagione niente ci verrà regalato e dovremo conquistarci la vittoria. Non stiamo offrendo un calcio di primissimo ordine. Facciamo bene a sprazzi. Al top della condizione faremo vedere cose diverse».

Per Rastelli, la costruzione di un gruppo solido rappresenta la base del progetto tecnico. «Se non crei un grande gruppo non vai da nessuna parte. Oggi i ragazzi danno l’anima ed è una grandissima soddisfazione. Per me allenare a Bari è una grandissima emozione. In questi giorni, ho riprovato le stesse sensazioni di quando ho iniziato ad allenare. Sento l’adrenalina e lo stomaco che si attorciglia. Essere l’allenatore del Bari mi dà grande carica e mi riempie di orgoglio».

Infine, il tecnico si è soffermato sui singoli: «Butic ha esperienza e qualità. Si trova lo spazio da solo. Sotto punta si intende a meraviglia con Gomez. Mantovani ed Elia hanno caratteristiche complementari. Tappano tanti buchi e sbrogliano la matassa. Celli sarà subito pienamente in gruppo. Su Sibilli non mi esprimo».

La chiusura è dedicata proprio all’attaccante argentino: «Gomez gioca per la squadra. Va servito in un certo modo. Lavoriamo per creare le condizioni per sfruttare le sue qualità in area di rigore. Non lo stiamo aiutando tanto. Lo faremo, e si farà trovare pronto».

error: Content is protected !!