Una parte della tifoseria biancorossa prepara una mobilitazione simbolica per denunciare lo scarso coinvolgimento della proprietà nel progetto sportivo.
Delusione crescente nella piazza di Bari
L’ambiente intorno al Bari è tornato a farsi teso dopo una stagione avara di soddisfazioni e priva di prospettive concrete per il futuro. Una parte della tifoseria organizzata ha lanciato in questi giorni un appello aperto alla città: disertare lo stadio San Nicola all’inizio della prossima stagione come forma di protesta verso la proprietà della famiglia De Laurentiis. Il malcontento non nasce solo dai risultati sportivi, ma soprattutto dalla sensazione che la squadra pugliese non riceva la stessa attenzione della “prima squadra”, ovvero il Napoli, con cui condivide la proprietà attraverso il gruppo Filmauro.
Accuse alla proprietà e richieste di discontinuità
I sostenitori del Bari lamentano una gestione percepita come fredda e distaccata, in cui le promesse di investimenti e rilancio non si sono tradotte in azioni concrete. “Non esiste un progetto sportivo degno di questa città. Bari merita un proprietario che creda nella sua storia e nel suo futuro, non un cantiere di riserva”, si legge in un comunicato circolato sui social e rilanciato da alcune pagine della tifoseria. L’iniziativa prevede l’abbandono simbolico delle tribune come primo segnale di rottura, seguito da ulteriori manifestazioni di dissenso durante l’estate, se non dovessero emergere segnali di discontinuità da parte della dirigenza.
Il nodo multiproprietà e il futuro incerto
Il tema centrale resta quello della multiproprietà, destinata a decadere entro il 2028 secondo le norme federali, ma che per molti rappresenta già oggi un limite alla crescita del club biancorosso. Il direttore sportivo Magalini, attualmente impegnato nella riorganizzazione tecnica della rosa, si troverà a operare in un contesto delicato, con la tifoseria sul piede di guerra e l’immagine del club compromessa agli occhi di una parte del pubblico. A oggi non sono giunte risposte ufficiali da parte della società, ma la protesta — se confermata — potrebbe condizionare l’intero avvio della nuova stagione.

