Magalini scuote il Bari: “Così non va. Ci siamo consegnati alla Reggiana, serve una svolta immediata”

Il Bari affonda ancora, stavolta a Reggio Emilia. Un 3-1 che fa male e che accende più di un campanello d’allarme. A fine partita, un visibilmente amareggiato Giuseppe Magalini, direttore sportivo dei biancorossi, si è presentato in sala stampa con toni duri e parole che lasciano pochi alibi.

“È un momento di grandissima difficoltà, inutile girarci intorno. Non ci aspettavamo di trovarci in questa situazione dopo otto giornate. Abbiamo fatto troppi errori, in più direzioni. Serve un’analisi profonda, ma voglio essere chiaro: non è colpa del mister. Le responsabilità sono di tutti, dalla società alla squadra. Non cerchiamo alibi.”

Magalini non ha nascosto tutta la sua delusione per l’atteggiamento della squadra dopo l’espulsione di Nikolaou:

“Mi dispiace enormemente: dopo essere rimasti in dieci, ci siamo consegnati. Non abbiamo reagito, non abbiamo mostrato orgoglio. È una cosa che non accetto. Una squadra che vuole lottare per certi obiettivi non può mollare in quel modo. Nel primo tempo avevamo tenuto bene, poi è come se si fosse spenta la luce.”

Il dirigente ha poi puntato il dito sulla mancanza di personalità e concentrazione:

“Non è una questione solo tecnica, è una questione di mentalità. Alcuni giocatori entrano in campo e non rincorrono nemmeno l’avversario dopo aver perso palla. Così non si va da nessuna parte. Non possiamo durare solo 45 minuti: le partite durano novanta, e noi troppo spesso smettiamo di giocare.”

Sul piano tattico, Magalini non si nasconde ma rilancia:

“Si può parlare di moduli, difesa a tre o a quattro, ma il problema è più profondo. Se una squadra si arrende dopo l’1-1, il modulo non c’entra niente. Serve un cambio di passo, di testa e di atteggiamento.”

Infine, un messaggio alla squadra e all’ambiente:

“Qui nessuno si tira indietro, ma serve una scossa immediata. Non basta lavorare: bisogna dimostrare in campo di avere carattere e rispetto per la maglia. Il tempo delle parole è finito.”

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