Dopo la cocente (almeno per i tifosi) mancata qualificazione ai play-off della scorsa stagione, si è optato per una rivoluzione dell’area tecnica in casa Bari. Nuovo tecnico e rosa totalmente rivoluzionata, con la dichiarata ambizione di ambire ad un posto nelle prime 8. Di seguito cercheremo di fare un bilancio del 2025 del Bari evidenziando cosa non ha funzionato.
Il fallimento del progetto Caserta
In estate la scelta del tecnico è stata accolta con perplessità e curiosità dalla piazza, concedendo comunque tempo al tecnico calabrese di dimostrare il suo valore sul campo. Per quanto riguarda la rosa, confermanti soltanto pochissimi elementi, tra i quali il capitano Francesco Vicari, ma solo perché non si è riuscito a trovargli una giusta sistemazione. Sembra evidente come il caso sopracitato dimostri il modus operandi di questa estate: approfittare delle occasioni (come il fallimento del Brescia) e non andare alla ricerca di giocatori pronti e con voglia di dimostrare. Dopo 12 giornate il fallimento tecnico: Caserta è stato infatti esonerato, con la squadra invischiata nella lotta salvezza, un gioco sterile e una solidità difensiva praticamente inesistente.
Il ritorno di Vivarini
Per la successione al trono, scelto un allenatore molto gradito alla dirigenza e che conosce bene la piazza: Vincenzo Vivarini. Il tecnico abruzzese conosce molto bene l’ambiente, avendo guidato il Bari nella stagione 2019-20. Conscio delle difficoltà che avrebbe incontrato, ha comunque deciso di accettare la proposta del DS Magalini, che con lui aveva già lavorato a Catanzaro. Il tema ricorrente di questa analisi è proprio questo: dopo alcune ricerche, è evidente come il direttore mantovano abbia la tendenza ad optare sempre per profili a lui conosciuti e con cui ha già lavorato in passato, anche per quanto riguarda la scelta dei giocatori e da chi sono assistiti. Resta comunque nelle mani del tecnico il suo destino e giudizio, con la speranza che il mercato di riparazione possa portare nel capoluogo pugliese i rinforzi necessari per poter quantomeno mantenere la categoria.
Il bilancio del 2025 del Bari, con sguardo al 2026
Guardando alla stagione in corso, il bilancio è nettamente negativo: la 16a posizione in classifica ne è lo specchio. Nonostante la capitalizzazione e l’acquisto a titolo definitivo di moltissimi elementi della rosa, la squadra non riesce ad essere combattiva ed aggressiva, caratteristica fondamentale per affrontare un campionato come quello di Serie B. Molti acquisti, si sono rivelati più di nome che di valore, come per esempio l’attaccante Christian Gytkjaer, andato a segno soltanto due volte in questa stagione. Gli acquisti più convincenti invece quelli meno altisonanti, come l’estremo difensore Cerofolini o l’esterno difensivo Dickmann, che hanno evitato che i gol subiti dal Bari fossero ancora di più. In ultimo, è necessario invertire la rotta al più presto, in maniera tale da poter evitare l’incubo retrocessione e far si che il 2026 sia (sportivamente parlando) migliore dell’anno che sta per terminare.

