Il Bari vive una fase critica in Serie B: risultati negativi, dati storici allarmanti e una salvezza sempre più complessa a quindici giornate dalla fine del campionato.
Bari travolto dai numeri di una stagione negativa
Il mese decisivo per il Bari si è aperto con una sconfitta nello scontro diretto, aggravando una situazione già compromessa. I biancorossi hanno incassato l’undicesimo ko stagionale: solo Reggiana, Spezia e Pescara hanno fatto peggio, mentre in classifica soltanto la formazione abruzzese segue i pugliesi. Il rendimento offensivo è il più basso della Serie B con 19 reti segnate, mentre la difesa ha subito 36 gol, quarto peggior dato del torneo. Alle difficoltà nel perdere si aggiunge l’incapacità di vincere: appena quattro successi complessivi. Un trend negativo iniziato a inizio stagione e mai corretto, nonostante un mercato invernale numeroso ma privo, finora, di reali rinforzi determinanti.
Serie B, uno dei punti più bassi nella storia del Bari
Il momento attuale rappresenta uno dei passaggi più delicati nei 118 anni di storia del club. Il Bari vanta 33 campionati in Serie A e 53 in cadetteria, con undici promozioni nella massima divisione. L’attuale penultimo posto è tra i peggiori risultati mai registrati in Serie B: solo nelle stagioni 1950-51 e 1973-74 i biancorossi fecero peggio, entrambe concluse con la retrocessione. La permanenza in categoria assume un peso strategico anche in ottica societaria, mentre si avvicina un altro dato simbolico: nel 2026 l’assenza dalla Serie A toccherà i 15 anni consecutivi, eguagliando il periodo 1970-85.
La corsa salvezza del Bari tra calendario e calcoli
Restano 15 giornate al termine della regular season e il margine di errore è minimo. Il successo esterno di Cesena non ha avuto seguito, cancellato dalle sconfitte con Palermo e Mantova. Per evitare i playout, al Bari servirebbero circa 23 punti: cinque vittorie e otto pareggi, limitando le sconfitte. Il calendario propone due gare interne contro Spezia e Sudtirol, seguite dalle trasferte con Padova e Sampdoria. Senza un’immediata inversione di tendenza, il rischio è che il finale di stagione si trasformi in una lunga sofferenza sportiva.

