De Laurentiis: « Colloqui con due investitori esteri, anno difficile ma possiamo uscirne ».

Con la sfida contro il Catanzaro in arrivo e in vista della fine dell’anno solare, il presidente del Bari Luigi De Laurentiis ha parlato in conferenza stampa. Di seguito le sue dichiarazioni complete.

«Buongiorno a tutti e benvenuti. Come ogni anno sono contento di poter scambiare gli auguri. Come ogni anno sono qui per domande e fare un punto della situazione ».

Come procede la ricerca di un partner?

«In verità negli ultimi tempi sto dialogando con due realtà che si sono interessate. La fase è di dialogo, io sto conoscendo loro e loro la piazza. Una fase ancora primordiale ».

Crede che sia rischioso scartare troppe opzioni visto che il 2028 si avvicina?

«Fa parte del rischio e di questo mestiere, ma per me è importante lasciare questa squadra in mani solide, realtà progettuali con basi solide. Le dinamiche sono tante, ma il rischio è tutto mio. Agisco nell’interesse della piazza ».

Si può fornire qualche dettaglio in più su questi partner? Un giudizio sul direttore Magalini?

«C’è un patto di riservatezza, quindi parlo così proprio per questo. Non sono gruppi nazionali, perchè come vedete gli stranieri sono molto interessati al nostro calcio. Magalini è arrivato in mezzo alle bombe, con un’eredità non facile. Ha preso questo impegno con grande responsabilità, e quando è arrivato ha messo in piedi una squadra competitiva, nella zona play-off per tutto l’anno. Visto il mancato obiettivo e la delusione finale, il voto cala. Se guardo a ciò che è stato detto in estate, il suo operato nel mercato estivo è stato straordinario, ma io sono rimasto con i piedi per terra. Di fatto poi sono arrivate le difficoltà, e siamo qui a guardare una classifica che non rispecchia gli entusiasmi post mercato. Qualsiasi direttore sportivo ha pregi e difetti, ma quello che è certo è che il prossimo mercato di Gennaio sarà affidato a lui, ne stiamo già parlando ».

Quali sono le difficoltà che state trovando nella cessione del club?

«Non possiamo confrontare la nostra piazza con altre realtà che hanno venduto recentemente. Ma anche squadre come la Juve Stabia, per esempio, hanno avuto trattative molto lunghe per la cessione del club. Va detto anche come una piazza come Bari è nettamente diversa da Castellammare ».

Secondo lei, come può un investitore estero essere attratto da questa piazza che oggi sembra priva di valore?

«L’ho detto tante volte, per quanto io accetti le critiche e la contestazione non fa sicuramente bene all’immagine di questa piazza. L’altra difficoltà, che mi dispiace più di tutti, è che fischiando i calciatori ne risentono, come abbiamo visto nell’ultima partita in casa. Tante volte i tifosi sono stati il dodicesimo uomo in campo, anche in trasferta. Questa cosa invece ultimamente si è rivoltata contro di noi. I calciatori che oggi vestono la maglia lo hanno voluto, ed essere trattati così li debilita. Io sono il primo a tenere a questo club, dopo 8 anni e tutto il lavoro e gli investimenti che ho fatto. Il campionato è lungo, ma con gli investimenti giusti a gennaio possiamo ribaltare tutto ».

Sulla discrepanza tra crescita economica e risultati sportivi

«Io credo che i fallimenti siano altro, come per esempio le squadre che nonostante i grandi investimenti sono retrocesse in Serie C. Sicuramente la nostra prima stagione in caletterai ha generato uno storytelling un po’ fasullo, perché quello è diventato lo standard. Fallire il primo anno ci ha portato a fare troppe scommesse, finendo ai play-out al secondo anno. L’anno scorso ci siamo rialzati, e ora vediamo quest’anno. Dopo aver sfiorato la Serie A, abbiamo perso un po’ di lucidità nelle scelte. In questo campionato ci sono squadre che investono decine di milioni di euro e rischiano di retrocedere. La Serie B è una categoria difficilissima, con quattro retrocessioni, l’unica in Europa con una classifica del genere ».

Come si comporterà la Filmauro negli ultimi due anni di gestione del club? Vorreste continuare (come famiglia) continuare con la multiproprietà?

«Potrebbe esserci una possibilità come socio di minoranza, che stiamo valutando. Quando ci è stato consegnato il titolo, la multiproprietà era assolutamente legale. La scommessa era anche sbloccare questa situazione. Nei prossimi due anni, dobbiamo affiancare gli investitori per fargli conoscere il calcio italiano. Restare come socio di minoranza mi piacerebbe, specialmente se riuscissi ad assistere alla tanto ambita promozione in Serie A ».

Ha intenzione di parlare con la tifoseria e con il sindaco?

«Io sono disponibile a parlare con chiunque, ho organizzato questa conferenza per rispondere alle domande e chiarire tutti i dubbi, oltre che per gli auguri. Si è creata questa idea sbagliata che io sia assente, ma io cerco di esserci sempre a tutte le partite ed anche agli allenamenti quando riesco. Sono in ottimi rapporti sia con Leccese che con Decaro ».

Sul tema sostenibilità economica del Bari e le scelte dei direttori.

«L’anno scorso eravamo sesti a Dicembre, anche quinti in alcuni momenti. Cerchiamo di lavorare insieme all’allenatore, quindi le scelte sono condivise. Anche a Gennaio Longo è stato accontentato, se poi alcuni profili non hanno reso è per molti motivi ».

Qual è la vostra valutazione sulla rosa attuale del Bari in vista non solo di Gennaio ma anche del prossimo mercato estivo.

«Non è questo il momento per trarre conclusioni, ma sicuramente a Giugno valuteremo chi ha gli attributi per continuare a vestire questa maglia ».

Come vivete il clima ostile della città?

«Mi fa male, visto anche l’iniziale entusiasmo estivo, visti anche gli investimenti e i giocatori di proprietà che era stato un grande tema fino ad oggi. Non sostenere la squadra non aiuta ad avere più punti in classifica, non comprendo questo grande autolesionismo. Riaccendere cuori e passioni è una mia missione, spero anche con l’aiuto di qualche partner straniero. Qui io metto cuore, sudore e passione, nel rispetto dei baresi ».

Su Dorval in vista del prossimo mercato.

«Non sono arrivate offerte, ma se il ragazzo si esprime sui livelli che sappiamo noi vogliamo tenerlo ».

La cessione del club è prevista per il 2026?

«Si, vorrei chiudere quanto prima la pratica, per dare il tempo agli investitori di capire bene la piazza e la gestione societaria. Le dichiarazioni date agli sponsor erano programmatiche proprio in questo senso ».

Sul mercato di Gennaio.

«In questo momento stiamo già valutando, con la possibilità di operare ancor prima che il mercato inizi, per quanto credo che questo sia irrealizzabile. Per trovare gli accordi serve tempo. Riuscire a prendere 3-4 giocatori già il primo giorno sarebbe l’ideale ».

Qual è il senso della vostra gestione societaria?

«In pochi mesi il giudizio si è ribaltato completamente, nonostante la partimonializzazione. Accetto le provocazioni, ci metto la faccia senza problemi, come sto facendo adesso. Dopo il 5-0 di Empoli ho preferito parlare con l’allenatore piuttosto che con il pubblico, per capire cosa fosse andato storto ».

Cosa non è andato nel tentativo di ringiovanire la rosa?

«Le squadre molto giovani di solito hanno freschezza di gamba e testa, ma non possiamo ignorare che questa piazza ha bisogno maggiormente di uomini. Sicuramente potevamo mettere dentro qualche giovane in più, ma se la squadra oggi fosse più in alto in campionato non ci staremmo ponendo queste domande ».

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