Bari, calo spettatori al San Nicola: pesa la protesta dei tifosi

Presenze inferiori alle attese al San Nicola durante Bari-Modena, con numeri ufficiali contestati e un clima di tensione tra tifosi e società.

San Nicola, numeri ufficiali e percezione sugli spalti
Il dato comunicato dall’ufficio stampa del Bari in occasione della gara contro il Modena indica 8.764 spettatori presenti, di cui 169 ospiti e 5.134 abbonati. Tuttavia, secondo diverse valutazioni maturate anche dall’esperienza diretta in tribuna stampa dello stadio San Nicola di Bari, la percezione visiva suggerirebbe una presenza inferiore rispetto a quanto riportato ufficialmente. I numeri diffusi dalla società si basano su criteri oggettivi, includendo abbonamenti e titoli d’ingresso emessi, ma il colpo d’occhio durante la partita ha evidenziato un impatto sugli spalti meno significativo.

Protesta tifosi Bari e clima con la società
Il calo di affluenza non sarebbe legato alla collocazione della partita nel giorno di Pasquetta, ma piuttosto a una forma di protesta portata avanti da mesi da una parte della tifoseria. Alla base della contestazione vi sono le critiche alla multiproprietà e alla gestione da parte della famiglia De Laurentiis. In un contesto sportivo diverso, con una classifica più favorevole, lo stadio avrebbe potuto registrare presenze molto più elevate. La situazione attuale evidenzia invece una frattura tra società e ambiente cittadino, aggravata anche da alcune dinamiche comunicative, come il mancato intervento sulle dichiarazioni del giornalista Sandro Sabatini, riprese anche nella trasmissione Pressing.

Futuro del San Nicola e nodo concessione
Parallelamente, resta aperta la questione legata alla gestione dello stadio San Nicola. Dal primo giugno è attesa una nuova concessione, che dovrebbe introdurre condizioni economiche differenti, tra cui un ritorno di circa 60 mila euro per ogni evento nelle casse del Comune di Bari. Un’eventuale proroga dell’attuale accordo comporterebbe un mancato introito significativo per l’amministrazione, stimato in centinaia di migliaia di euro. La scadenza del 31 maggio 2026 era nota da tempo, e l’attenzione resta ora sulle decisioni che verranno adottate a livello amministrativo.

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