A 48 ore dalla fine della campagna abbonamenti, i numeri sono impietosi per il club pugliese, sopratutto se confrontati con le stagioni precedenti. In questo articolo cercheremo di analizzare le possibili cause.

Il lavoro sul mercato e gli effetti sul tifo

La sessione estiva di calciomercato 2025 sta per chiudersi, e con essa anche la campagna abbonamenti per la nuova stagione già incominciata. Spesso e volentieri le due vanno di pari passo, perché le piazze, specialmente se calde come quella barese, sperano fino all’ultimo nell’arrivo di qualche beniamino che possa accendere (o riaccendere) la passione verso i propri colori, qualcuno per cui valga la pena pagare il prezzo del biglietto.

In questa sessione il DS Magalini affiancato dal suo vice Valerio Di Cesare hanno portato dei nomi degni di questa descrizione, su tutti ci vengono in mente Partipilo e Castrovilli, ma ciò nonostante sono solo 3500 le tessere di abbonamento sottoscritte fino ad oggi. Il dato è palesemente impietoso, anche soltanto in confronto alla stagione scorsa, nella quale non sono arrivati nomi altisonanti ed i tifosi erano reduci da una salvezza strappata ai play-out, in cui gli abbonati erano più del doppio.

Le possibili motivazioni del flop

Sembra evidente come allora le cause siano più profonde: la spaccatura tra la proprietà ed il tifo è arrivata al suo massimo storico. La credibilità dei De Laurentiis è praticamente svanita agli occhi di coloro i quali solo due anni fa, quando hanno sfiorato la Serie A con un dito, erano stati in grado di fare razzia di 60000 biglietti nel giro di pochi minuti, per citare uno dei tanti episodi di grande pubblico che questa piazza è in grado di generare.

La posizione del tifo organizzato

I gruppi ultras hanno già fatto sentire il loro calore alla squadra, e dopo la riunione della settimana scorsa, hanno deciso di rispondere presente e di far sentire il loro sostegno alla squadra mantenendo invece il totale dissenso verso la proprietà. Anche la posizione dei gruppi lascia intendere come è semplice discrezione personale la scelta di sottoscrivere o meno l’abbonamento. Non si va quindi verso un San Nicola vuoto e tantomeno silenzioso, ma sicuramente meno pieno di come siamo abituati a vederlo.

L’unico mezzo per riaccendere l’entusiasmo

Analizzando le parole di mister Caserta, così come quelle di Di Cesare, il termine “entusiasmo” affiancato dal verbo “restituire” compaiono spesso, perché sono consapevoli di come basterebbe pochissimo per riaccendere la passione del popolo barese. Ci sembra chiaro come i due si augurano che, facendo parlare il campo, il pubblico sugli spalti del San Nicola torni ai fasti a cui siamo abituati, e questo, visto ciò che abbiamo analizzato in precedenza, sembra l’unico metodo a loro disposizione.

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