A soli 19 anni, il talento di Rovereto combatte il diabete di tipo 1 e conquista spazio nel Bari. Determinazione, coraggio e sogni azzurri nel suo futuro.
La scoperta del diabete e la forza di reagire
«Ho scoperto di avere il diabete quando avevo dieci anni, ma dico a tutti i ragazzi come me di non pensare che sia un limite». Così racconta Emanuele Rao, giovane calciatore originario di Rovereto, oggi punto di riferimento del Bari in Serie B. Il centrocampista trentino ha saputo trasformare una diagnosi difficile in un’opportunità di crescita personale e sportiva.
La scoperta arrivò quando militava nel settore giovanile del Chievo: «Era il periodo di Natale e dissi ai miei genitori che avevo sempre fame e mi alzavo spesso di notte. Loro, che sono entrambi infermieri, mi fecero fare subito i controlli». Da quel momento, Rao ha imparato a convivere con il diabete di tipo 1 grazie a un microinfusore che definisce «una sorta di pancreas artificiale».
Dalla Spal al Bari, con il sostegno di Antenucci
Il percorso di Rao è stato segnato anche dal sostegno della famiglia e degli allenatori incontrati lungo la strada. «I miei mi hanno sempre incoraggiato, dicendomi che la malattia non mi avrebbe impedito di giocare», ricorda il giovane. Dopo gli inizi a Verona, il trasferimento alla Spal rappresentò una svolta. «A Ferrara, in convitto, ho trovato persone straordinarie che mi hanno insegnato a gestire il diabete».
Determinante, poi, l’intervento di Mirko Antenucci, che lo convinse a scegliere Bari: «Mi ha detto che questa è una grande piazza. Dopo aver parlato con lui, non ho avuto dubbi». L’adattamento in Puglia è stato rapido anche grazie all’aiuto di un amico di famiglia: «Un amico di mio padre vive qui e mi ha facilitato l’inserimento».
Debutto in Serie B e sogni di gloria
L’esordio in Serie B ha mostrato il carattere di Emanuele Rao, entrato in campo senza timore nel match inaugurale contro il Venezia. «Ho sfiorato un gol di testa, il mio unico rimpianto è non aver segnato. Spero di riuscirci presto davanti ai nostri tifosi». Nella gara successiva contro il Padova, il giovane ha trovato spazio da titolare, confermando di poter essere un valore aggiunto per una squadra ancora alla ricerca di equilibrio sugli esterni.
Rao, che molti paragonano al tennista Ben Shelton per la somiglianza fisica, ammette di ispirarsi a Rafa Leao del Milan: «Mi ispiro a lui, ma resto sempre me stesso. Anche se non siamo partiti bene, affronto ogni partita con spensieratezza. Sono fatto così».

