Ritorno alle origini per il centrocampista barese, che si è ripresentato alla sua gente. «Tornare a casa la scelta più giusta da fare. » ha dichiarato, oltre alla necessità di ritrovare «Il sorriso e la stabilità mentale.» Di seguito le dichiarazioni complete.
Come stai fisicamente? Quanto ha inciso Di Cesare sulla trattativa?
«Sto molto bene, mi manca solo il ritmo partita. Valerio è stato fondamentale, prima che direttore e calciatore è un amico. Tornare a casa la scelta più giusta da fare, ritrovarmi mentalmente. »
Cosa è successo l’anno scorso a Roma?
«Non mi piace parlare del passato, ma purtroppo alla Lazio mi trovavo benissimo fino a quando ho avuto un problema al menisco. quando sono rientrato la squadra andava bene, ed è stato difficile reinserirmi. »
Quanto avverte il peso della responsabilità di questa maglia in una stagione di riscatto?
«Il Bari mi ha lanciato e spero insieme di poter fare una stagione importante. Il mio sorriso è spontaneo, è sempre stato parte di me. Voglio tornare a star bene mentalmente, e Bari può darmi una grande mano, prima di essere giocatore sono un gran tifoso, quando penso a Bari penso a mio nonno, e mi sento sempre in debito con lui. »
Ti senti un leader di questo spogliatoio?
«Il leader primario è il mister, devo fargli i complimenti sia umanamente che per come lavora. i grandi traguardi possiamo raggiungerli solo insieme. »
Che gruppo ti sembra di aver trovato quest’anno e quali sono le sue potenzialità?
«Il gruppo è bellissimo, grandi persone prima che grandi giocatori. Abbiamo una squadra forte e possiamo creare tanto entusiasmo, siamo giovani e con tanta voglia di dimostrare. »
Quanto tempo pensi sia necessario per tornare al top?
«Sono qui da 11 giorni, la prima settimana è stata dura ma ora mi sto ambientando, mi sento al 70% ma questa settimana posso tornare al 100%. »
Come hai vissuto l’europeo?
«La cosa che mi è rimasta di più è stato il gruppo che avevamo, ha fatto davvero la differenza. »
C’è un sogno che ha lasciato a Bari?
«Non voglio dirlo, ma da tifoso spero di vederlo in Serie A il prima possibile. »
Sei andato via prima di un periodo turbolento con fallimento, Serie D, finali playoff perse, come hai vissuto questi momenti da tifoso?
«L’ho sempre seguito, durante la finale con il Cagliari ero con mia moglie ed ho staccato la testa ad un peluche. »
Come sei riuscito a venir fuori dal tuo momento negativo?
«Ognuno di noi ha un destino, bisogna essere bravi a reagire. La famiglia mi ha aiutato ad uscirne, mio figlio mi ha dato la forza di superare i momenti difficili, in cui ho anche pensato di smettere di giocare, ma ho proseguito per rendere orgogliosa la mia famiglia. »
Quanto ti motivano le critiche che ti danno del “finito”? Credi sarà facile riadattarsi alla serie b?
«Non devo abbassare l’intensità e la velocità del pensiero, la vera differenza fra le due categorie secondo me. Penso che le critiche siano uno stimolo in più, ma non devo pensarci troppo, ho bisogno della serenità per esprimermi al meglio. »
Che ruolo ti permette di esprimerti meglio?
«Posso fare di tutto, dal mediano alla mezzala fino all’esterno d’attacco, in base a ciò che chiede il mister.»
Sensazioni dallo spogliatoio sulle prime due partite?
«Nelle prime due partite siamo rimasti delusi, meritavamo di più, abbiamo fatto due grandi prestazioni ma bisogna essere più concreti. L’atmosfera nello spogliatoio è molto bella, credo che ci divertiremo. »
Dove pensi possa arrivare questo Bari?
«Dobbiamo essere i primi a crederci, sono convinto che possiamo fare i playoff, solo due squadre sono più forti di noi, quelle che abbiamo affrontato nelle prime due giornate. Erano delle prove e credo che le abbiamo superate, meritavamo di più. »
L’estate 2026 può essere come quella del 2021?
«Lo spero tanto, ricordo perfettamente quando eravamo in serie A ed ero a bordocampo, spero di rivedere quell’atmosfera molto presto. »
Cosa hai provato quando hai vinto l’europeo?
«Non ho realizzato fin quando sono tornato nel mio paese. Una emozione indescrivibile, il sogno di ogni bambino. »

