Fabio Caserta presenta in conferenza stampa la sfida contro il Modena in programma domani alle 15 al Braglia. Di seguito le dichiarazioni complete.
Su Sibilli
«Ho parlato con il ragazzo ed abbiamo preferito preservarlo. Non si è allenato in gruppo, ma sarà disponibile per la prossima. Cerri non è ancora pronto, gli altri stanno bene, abbiamo lavorato intensamente e domani faremo una grande partita. Non abbiamo ricevuto comunicazioni dalla società, quindi per me nessun problema».
Modena e Palermo già due test probanti?
«Tutte le partite sono difficili, troppo presto per dare giudizi. Pensiamo ad una partita alla volta. Dobbiamo alzare l’asticella ma ci siamo preparati bene. Modena e Palermo due squadre costruite per fare un campionato di vertice. Cresciamo piano piano».
Secondo lei bisogna concedere meno palleggio agli avversari?
«Dobbiamo migliorare e cercare di concedere meno situazioni agli avversari. Sono situazioni e son parte delle partite, ma noi dobbiamo lavorarci e migliorare, al netto della bravura degli avversari. Dobbiamo essere più attenti nei primi minuti».
Più forte il Catanzaro che aveva lo scorso anno o questo Bari?
«Sono due squadre diverse, la squadra dell’anno scorso aveva uno zoccolo duro forte e già organizzato, oltre a Iemmello che ha fatto la differenza. Ora dobbiamo trovare dei giocatori efficaci sottoporta anche se con caratteristiche diverse .Questa squadra può essere più verticale, ma entrambe sono due squadre molto forti. Qui ogni giocatore ha un ricambio di livello».
Castrovilli è pronto per giocare dal primo minuto domani?
«Ragazzo fortissimo, l’ho sempre ammirato ma viene da due anni sfortunati, perciò non dobbiamo forzare niente, il ginocchio a volte risente ancora dei carichi di lavoro. Non ha ancora i novanta minuti, dobbiamo portarlo ad arrivarci, ma serve tempo».
Sull’avversario
«E’ una squadra costruita bene, per fare un campionato di alta classifica. Sarà una partita difficile, ma noi dobbiamo guardare noi stessi e le nostre qualità. Sarà una partita difficile, come tutte le altre in questo campionato».
Verreth può diventare il leader di questa squadra?
«Un giocatore che fa molto bene entrambe le fasi, sa calciare i piazzati ed è eccezionale dal punto di vista tattico. E’ un ragazzo che parla poco, un leader silenzioso, che dimostra tutti i giorni durante gli allenamenti».
Quanto può aiutare la squadra vincere almeno una delle prossime due?
«I ragazzi sono consapevoli di essere una squadra forte, sappiamo che contano i risultati e scenderemo in campo sempre per provare ad imporre il nostro gioco e vincere. Domani serve anche una partita di carattere».
Cosa dovrebbero temere secondo lei gli avversari del suo Bari?
«Non parlerei di timore ma di rispetto, da parte di ogni avversario».
Sui nuovi acquisti dell’ultimo giorno di mercato
«Stanno tutti bene e sono tutti in ballottaggio, ma deciderò domani se qualcuno di loro scenderà in campo dal primo minuto».
Su Partipilo
«La sosta è servita a lui come tutti gli altri, sono in difficoltà su chi scegliere perché si stanno allenando tutti molto bene. Anthony si sta allenando molto bene e la condizione è migliorata molto, ci aspettiamo le sue giocate».
Su Dorval ed i non convocati
«Cerri, Gytkjaer, Mane, Colangiuni e Mavraj non sono convocati. Con Dorval ho sempre avuto un bellissimo rapporto, io l’ho sempre trovato molto disponibile, ora che è certo di rimanere può essere un valore in più. Ci scherzo quando facciamo i torelli perché sbaglia sempre i tocchi».
Sulla gestione della rosa molto lunga
«Cerco di essere molto onesto e sincero, ma cerco di ottenere la stessa attenzione da tutti. Ho chiesto ad ogni singolo ragazzo la disponibilità al lavoro, ma è difficile fare determinate scelte e tenere il gruppo unito. So bene che la cosa più importante per un calciatore è se giochi o no, ma cerco di tenere tutti contenti e felici. Chi sta fuori deve spingere di più, chi sta dentro anche per tenere il posto. Chi pedala farà parte del gruppo fino alla fine, ma l’impegno c’è da parte di tutti».
Il Bari una delle squadre che tira di più ma segna meno. A cosa è dovuto secondo lei?
«Dobbiamo lavorare su questo, è l’unico modo per migliorare. I ragazzi vanno messi in condizione di esprimersi al meglio, anche sotto porta».

