Alla vigilia della sfida casalinga con il Palermo, il tecnico del Bari Moreno Longo ha parlato in conferenza stampa. Di seguito le dichiarazioni complete.
Cosa cambia con i nuovi innesti in vista di domani?
«Va dato tempo, anche se di tempo a disposizione ne abbiamo poco. Mi aspetto disponibilità nel calarsi in questa realtà, per darci una mano a raggiungere il nostro obiettivo. Sta a loro mostrarci le loro qualità».
Come sta Castrovilli e se fa parte del nuovo progetto tecnico.
«Gaetano è tornato in gruppo a metà settimana, quindi ha svolto buona parte del lavoro della squadra. Ci saranno valutazioni su tutti fino alla fine del mercato, sia per lui che per tutti gli altri. Ci sono due partite per dimostrare».
Su Nikolaou.
«Da quando sono arrivato l’ho visto molto motivato, pronto ad azzerare il passato. La partita di Cesena un buon segnale da parte sua, e mi auguro possa dare continuità a ciò che ci ha fatto vedere ».
Quanto ritiene che ci siano margini di crescita sulla prestazione di Cesena?
«Naturalmente dalla partita di Cesena mi porto dietro una reazione di carattere. La squadra ha messo in campo caratteristiche differenti da quanto visto nelle ultime uscite. I ragazzi hanno dimostrato di voler reagire al momento negativo da cui venivano. La reazione dopo il gol subito la cosa migliore di quella partita. Naturalmente va migliorato qualcosa su tutti gli aspetti, cosa normale dopo un cambio del genere».
Sulla scelta dei giovani in attacco (Rao e De Pieri) e cosa si aspetta ancora dal mercato?
«Rao e De Pieri mi hanno reso contento, perché hanno dato la leggerezza di cui avevamo bisogno in questo momento. Essere un po’ più tesi all’inizio della partita fa parte del percorso di crescita dei giovani, che è andata via con il passare dei minuti. La squadra va ancora completata, sia in difesa che in mezzo al campo. Vedremo se riusciremo anche a fare qualcosa davanti. La cosa fondamentale è che chi viene abbia il fuoco dentro. Non mi interessa il curriculum quanto questo».
Come ha trovato i 3 nuovi innesti (Esteves, Cuni e Cavuoti)?
«Sono 3 giocatori potenzialmente pronti, che si sono sempre allenati con le loro ex squadre. Esteves è un giocatore duttile, sicuramente inizialmente lavorerà con i centrocampisti, anche se la sua duttilità permette di cambiare assetto facilmente. Può fare anche il trequarti vista la sua qualità e capacità di condurre palla in spazi stretti».
Sul Palermo e le sue individualità di alto livello.
«Sotto l’aspetto difensivo potevamo fare meglio delle cose, ma ci siamo difesi discretamente. Abbiamo subito tanti corner e anche grazie all’attenzione non abbiamo subito quell’aspetto. L’imprinting nervoso ha avuto un discreto impatto sui ragazzi. Dover migliorare è scontato, ora siamo in zona retrocessione per questi motivi. Palermo non è solo Pohjanpalo, ci sono top player di categoria in ogni reparto. Lui è il finalizzatole, bravo ad innescare gli inserimenti degli altri grazie alle sue sponde».
Sul centrocampo.
«Sicuramente Verreth e Braunoder avevano bisogno di alternative. E’ arrivato Esteves e spero ne arrivi un altro in grado di interpretare quel ruolo. Pagano meglio da trequarti, viste le sue capacità di inserimento. Deve lavorare sulla finalizzazione, vista la poca freddezza dimostrata».
Con quanti giocatori vorrebbe lavorare?
«Non ci ho fatto caso onestamente ai numeri, anche perché nel calcio ogni partita è a sé. Con tanti giocatori è difficile lavorare, e probabilmente qualcuno troverà una sistemazione altrove».
Sulle scelte di formazione e come intende risolvere i problemi difensivi.
«Sapete cosa penso, una squadra non ha un problema di reparto solo per i reparti. Bisogna diventare una squadra significa esattamente questo. Si attacca e si difende in 11. Se non hai gamba difficilmente riesci a stare in partita. Poche squadre possono permettersi giocatori che vanno piano».

