Bari verso la serie C, allarme retrocessione e scontro con la proprietà De Laurentiis

Il rischio serie C agita Bari: Giovanni Loseto, Pietro Petruzzelli, Fabio Romito e Gianni Di Cagno criticano la gestione De Laurentiis mentre cresce la protesta dei tifosi.


Serie C e futuro del Bari, l’allarme sulla retrocessione

L’ipotesi di una discesa in serie C viene descritta come uno scenario dalle conseguenze pesantissime per il Bari. «La retrocessione in serie C sarebbe peggio del fallimento», afferma Giovanni Loseto, storica bandiera biancorossa, che nel giorno del suo 63° compleanno non nasconde la preoccupazione. «Sarebbe come una ricaduta dopo una brutta malattia: pensavamo di potere vivere serenamente dopo l’avvento dei De Laurentiis e invece rischiamo di finire nuovamente fuori dal calcio che conta».

L’ex capitano punta l’attenzione sulle prestazioni recenti, soffermandosi sull’ultima gara contro il Südtirol. «Mi fa male vedere giocare questa squadra: non ha anima, è davvero debole in tutti i sensi. Con il Südtirol avrebbe dovuto giocare la partita della vita e invece ha tirato in porta soltanto dopo avere subito due gol. Mai vista una cosa del genere, ma questo è anche il frutto di una gestione societaria al risparmio e per niente legata alla città. Io da barese mi sento ingannato».


Gestione De Laurentiis e nodo San Nicola

Le critiche alla proprietà della famiglia De Laurentiis si intrecciano con la questione della concessione del San Nicola, tema che coinvolge anche l’amministrazione comunale di Bari. «Come ormai noto, l’amministrazione comunale, con in testa il sindaco Vito Leccese, sta preparando un nuovo capitolato per la gestione del San Nicola, uno fra i temi caldi della polemica contro i proprietari della squadra», dichiara Pietro Petruzzelli, assessore comunale alla Blue Economy.

Petruzzelli fotografa un progressivo allontanamento del pubblico: «So soltanto che chi veniva con me allo stadio, oggi resta a casa. C’è un disamoramento incredibile, che mi spinge a dire che se per davvero i De Laurentiis hanno trattative in corso per la cessione del club facciano il prima possibile perché ormai non c’è più modo di andare avanti insieme. Oltretutto la multiproprietà si è rivelata una cosa a senso unico: i nostri migliori giocatori sono stati ceduti al Napoli, mentre adesso che ne avremmo avuto bisogno dal Napoli non sono arrivati i rinforzi. C’è poca considerazione nei nostri confronti».

Dalle opposizioni interviene il consigliere regionale Fabio Romito, che invita «i politici che nel 2018 hanno scelto di regalare il Bari ai De Laurentiis ad assumersi le proprie responsabilità prima che sia troppo tardi».


Tifosi in protesta e accuse sul mercato

Tra i sostenitori si diffonde il sospetto che la prospettiva della retrocessione non sia considerata prioritaria dalla società. «Se fosse stato un problema per loro avrebbero agito diversamente sul mercato di gennaio», sostiene l’avvocato Gianni Di Cagno. «Mentre la Sampdoria si rinforzava con Brunori e altri giocatori importanti, il Bari faceva incetta di giocatori modesti o reduci da infortuni. Una società che si vuole salvare si comporta diversamente rispetto al Bari. Bisogna chiudere al più presto questa brutta storia. La concessione del San Nicola? Anche quello è un capitolo da chiudere, a costo che i De Laurentiis portino la squadra a giocare altrove».

La tensione è evidente anche sugli spalti. I gruppi organizzati della curva Nord hanno contestato squadra e dirigenza dopo la sfida con il Südtirol, chiedendo «rispetto». Il Coordinamento “La Bari siamo noi” ha scelto invece di disertare lo stadio per tutta la stagione. «Tanto di cappello ai ragazzi della curva che seguono ovunque la squadra, ma noi continueremo a restare a casa», spiega il vicepresidente Massimo Carlucci. «Questa società non ci rappresenta: non vediamo l’ora che vadano finalmente via».

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