Bari calcio, frattura con la città e crisi tecnica senza vittorie al San Nicola

Il Bari attraversa una fase critica tra risultati negativi, contestazione verso la proprietà De Laurentiis e distacco crescente della città, con il San Nicola sempre più vuoto.


Crisi Bari, frattura con la città e stadio San Nicola vuoto

A Bari il calcio vive uno dei momenti più delicati degli ultimi anni. Non si tratta soltanto di una stagione complicata sotto il profilo sportivo, ma di una rottura profonda tra squadra, società e tifoseria. Il distacco è evidente sugli spalti del San Nicola, dove l’affluenza è in costante calo e il clima appare sempre più distante dall’entusiasmo che storicamente accompagna i colori biancorossi.

Le difficoltà tecniche si intrecciano con una percezione diffusa di mancanza di progettualità. La gestione della proprietà, riconducibile alla famiglia De Laurentiis, è al centro delle critiche di una parte consistente dell’ambiente. La multiproprietà, con il Napoli come club principale, viene considerata da molti tifosi un elemento di squilibrio gestionale. Le cessioni di Cheddira e Caprile hanno alimentato ulteriori malumori, rafforzando l’idea di un percorso non pienamente autonomo per la società pugliese. La sensazione predominante è che manchi una visione chiara su cui costruire il futuro.

ultras Bari durante la partita di Serie B tra Bari Vs Sudtirol – allo stadio San Nicola di Bari, Italia – domenica 15 febbraio 2026. Sport – Calcio. (Foto di Donato Fasano/Lapresse)

Gestione De Laurentiis e assenza di progetto

Il tema centrale resta quello della direzione sportiva e societaria. Secondo diverse analisi dell’ambiente locale, il problema non sarebbe esclusivamente la multiproprietà in sé, quanto piuttosto le modalità con cui viene amministrata. La differenza di risorse e di priorità rispetto al club campano appare marcata agli occhi dei sostenitori biancorossi.

Tre mesi e mezzo senza successi casalinghi hanno aggravato il clima di sfiducia. La squadra non è riuscita a costruire continuità né a offrire segnali convincenti sul piano caratteriale. L’assenza di una chiara ambizione sportiva viene indicata come uno degli aspetti più critici. Anche un’eventuale permanenza in categoria, secondo molti osservatori, non basterebbe da sola a ricostruire un rapporto solido con la piazza, se non accompagnata da un progetto strutturato e riconoscibile.


Il finale di stagione e la missione di Moreno Longo

Sul campo restano tredici giornate per invertire la rotta. Il ritorno di Moreno Longo sulla panchina del Bari è avvenuto con l’obiettivo di riorganizzare un gruppo apparso fragile sotto diversi aspetti. Il tecnico è chiamato a trovare equilibrio in una rosa che finora ha mostrato limiti qualitativi e, soprattutto, difficoltà sotto il profilo della personalità.

Le scelte recenti di formazione, con elementi come Dorval, Mane, Braunoder, Piscopo, Traore e Cavuoti, non hanno prodotto il cambio di passo atteso. La sessione invernale di mercato non ha inciso in maniera determinante sul livello complessivo della squadra. L’impressione diffusa è che manchi incisività, soprattutto nei momenti chiave delle partite.

Moreno Longo durante la partita di Serie B tra Bari Vs Sudtirol – allo stadio San Nicola di Bari, Italia – domenica 15 febbraio 2026. Sport – Calcio. (Foto di Donato Fasano/Lapresse)

La città osserva con apprensione un finale di campionato che si preannuncia complesso. L’obiettivo immediato resta la salvezza, ma il nodo centrale rimane quello della ricostruzione di un’identità tecnica e societaria capace di riavvicinare ambiente e tifoseria.

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