C’è una data che aleggia sul futuro della SSC Bari come una scadenza inevitabile: 1° luglio 2028. Non è una finale playoff, non è una chiusura di mercato. È una deadline federale. E riguarda direttamente la proprietà biancorossa.
Il nodo della multiproprietà
Oggi la famiglia De Laurentiis, attraverso il gruppo Filmauro, controlla sia il Bari sia il SSC Napoli. Una situazione legale, ma solo in regime transitorio.
Nel 2021 la FIGC ha introdotto il divieto di multiproprietà nel calcio professionistico italiano: in sostanza, non è più possibile possedere due club professionistici contemporaneamente. L’obiettivo è evitare conflitti di interesse e garantire trasparenza e regolarità competitiva.
Chi già si trovava in questa condizione — come i De Laurentiis — ha ottenuto una deroga temporanea.
Perché proprio il 2028?
In origine la scadenza era fissata alla stagione 2024-25. Poi, nel luglio 2022, il Consiglio Federale della FIGC ha modificato la norma transitoria (articolo 16-bis delle NOIF), spostando il termine al 1° luglio 2028, cioè all’inizio della stagione 2028-29.
La decisione è stata approvata su proposta del presidente federale Gabriele Gravina. La linea ufficiale è chiara: non sono previste ulteriori proroghe.
Questo significa che entro quella data la famiglia De Laurentiis dovrà necessariamente cedere uno dei due club.
Cosa succede se il Bari va in Serie A?
Qui entra in gioco l’aspetto più delicato. La norma federale non consente che due club della stessa proprietà partecipino allo stesso campionato professionistico.
Tradotto: se il Bari dovesse salire in Serie A prima del 2028 mentre il Napoli è già nella massima serie, la situazione diventerebbe incompatibile. In quel caso, la cessione di uno dei due club dovrebbe avvenire prima della scadenza naturale.
È questo il punto che rende il tema così centrale nel dibattito tra i tifosi.
Un bivio inevitabile
Il 2028 non è quindi solo una data amministrativa. È un punto di svolta strutturale.
Entro quella scadenza si dovrà scegliere:
- vendere il Bari,
- oppure vendere il Napoli,
- oppure ridefinire l’assetto societario nel rispetto delle norme federali.
Non si tratta di indiscrezioni: è una regola scritta nei regolamenti della FIGC.
Perché è importante per i tifosi
Perché il futuro societario incide su progettualità, investimenti, ambizioni sportive e stabilità a lungo termine.
Ogni discussione sul futuro del Bari passa inevitabilmente da quella data. Il campo decide le promozioni. Ma il 2028 decide la proprietà.
E ora che il quadro è chiaro, una cosa è certa: quella scadenza non è lontana come sembra.

