Bari, cresce il fronte contro la concessione del San Nicola ai De Laurentiis

Dopo la retrocessione in Serie C aumentano le richieste di stop alla nuova concessione del San Nicola alla famiglia De Laurentiis. Tifosi e rappresentanti cittadini chiedono chiarezza sul futuro del club.

Il futuro del San Nicola divide la città

La retrocessione del Bari in Serie C continua ad alimentare tensioni attorno alla gestione della società biancorossa e al futuro dello stadio “San Nicola”. Mentre la proprietà mantiene il silenzio dopo il playout perso contro il Südtirol, cresce in città il dibattito sulla nuova concessione dell’impianto comunale.

Il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha deciso di rinviare qualsiasi firma relativa alla concessione quinquennale dello stadio prima di incontrare la famiglia De Laurentiis. Una scelta che ha raccolto consensi tra numerosi tifosi e rappresentanti del mondo cittadino.

Tra le voci più critiche c’è quella di Franco Spagnuolo, imprenditore e presidente del centro di coordinamento “La Bari siamo noi”, secondo cui il Comune non dovrebbe legarsi per altri cinque anni all’attuale proprietà. “Io mi auguro che lo stadio non gli sia assolutamente dato”, ha dichiarato, aggiungendo che una proroga temporanea sarebbe preferibile rispetto a una nuova concessione pluriennale.

Le perplessità sulla multiproprietà

Al centro delle discussioni resta anche il tema della multiproprietà. Le norme federali impongono infatti entro il 2028 la fine della gestione contemporanea di due club professionistici da parte dello stesso proprietario.

Secondo Spagnuolo, concedere oggi il “San Nicola” alla famiglia De Laurentiis rischierebbe di creare ulteriori complicazioni in vista delle future scadenze federali. “Se mantenessero il campo in quel caso vorrebbe dire averglielo svenduto”, ha affermato.

Sul tema è intervenuto anche l’ex rettore dell’Università di Bari, Stefano Bronzini, che ha definito la concessione dello stadio “una responsabilità politica”. Pur invitando a evitare reazioni dettate soltanto dall’emotività del momento, Bronzini ha sottolineato la necessità di riflettere su un progetto più ampio che possa coinvolgere anche l’imprenditoria locale.

Tifosi divisi sulla vendita della società

Diverse le posizioni anche sulla possibile cessione del club. Per alcuni tifosi la vendita rappresenta ormai una scelta inevitabile dopo la retrocessione, mentre altri ritengono che il problema riguardi più in generale il modello di gestione del calcio italiano.

Secondo Barbara Neglia, segretaria della Filcams Cgil Puglia e tifosa biancorossa, le critiche rivolte oggi a Antonio Decaro per la scelta compiuta nel 2018 sarebbero eccessive. “Ci si sta dimenticando in che condizioni eravamo nel 2018. De Laurentiis sembrava un imprenditore solido”, ha spiegato.

La stessa Neglia ha però aggiunto che la tifoseria avrebbe compreso col tempo come il Bari sia stato percepito come “seconda scelta” all’interno della multiproprietà. Per questo motivo, secondo la sindacalista, il “San Nicola” dovrebbe restare sotto il controllo diretto del Comune.

Più duro invece Spagnuolo, secondo cui la società dovrebbe essere restituita gratuitamente alla città: “L’unico valore della squadra al momento è dato dal pubblico e non siamo una loro proprietà”.

Il clima attorno al club resta quindi estremamente teso, mentre la città attende di conoscere le intenzioni della famiglia De Laurentiis sul futuro del Bari dopo la retrocessione in Serie C.

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