Un Bari attendista conquista un pareggio sul campo della Juve Stabia, mostrando solidità difensiva ma confermando gravi limiti offensivi che preoccupano in vista della sfida con il Pescara.
Difesa protagonista nel pari tra Bari e Juve Stabia
Il Bari lascia il “Menti” con un punto prezioso ma dal sapore amaro. La squadra di Vincenzo Vivarini, reduce dal pesante ko di Empoli, ha scelto un’impostazione prudente contro la Juve Stabia, mantenendo un baricentro basso e sacrificando quasi del tutto la fase offensiva. Gli attaccanti, spesso isolati e con pochi palloni giocabili, hanno faticato a incidere mentre il tecnico ha privilegiato ordine e compattezza per limitare la rapidità di manovra degli avversari.
Il piano difensivo ha comunque prodotto un risultato significativo: i biancorossi hanno mantenuto la porta inviolata lontano dal San Nicola per la prima volta dal 13 maggio 2025, nella trasferta di Bolzano contro il Sudtirol. Un piccolo segnale di ripresa, frutto anche degli interventi di Cerofolini e di episodi favorevoli, come i due gol annullati alla squadra di casa.
Bari in crisi offensiva: emergenza dopo l’infortunio di Moncini
Se la fase difensiva ha mostrato qualche progresso, il reparto avanzato continua a essere il punto debole della formazione. L’assenza di Moncini ha privato il Bari del suo principale riferimento in attacco, mentre il momentaneo lampo di Gytkjaer non ha avuto continuità. Contro la Juve Stabia, i pugliesi non sono mai riusciti a costruire occasioni pericolose: zero tiri nello specchio e manovra offensiva quasi inesistente.
Anche i subentrati, tra cui il giovane Rao, non hanno modificato l’inerzia del match. La squadra ha così mantenuto un assetto estremamente difensivo, risultando spesso schiacciata nella propria metà campo e incapace di proporre trame efficaci. È un dato che pesa soprattutto se sommato alla precedente gara di Empoli, dove non era arrivata alcuna conclusione nello specchio.
Verso Bari-Pescara: obiettivo risalita e parola chiave Bari
Lunedì, al San Nicola, arriverà il Pescara e servirà una prestazione profondamente diversa per ritrovare la vittoria. Vivarini dovrà individuare nuove soluzioni che consentano alla squadra di essere più incisiva negli ultimi metri, recuperando fiducia e iniziativa dopo settimane difficili. La porta inviolata rappresenta un punto dal quale ripartire, ma non può essere sufficiente per una squadra chiamata a risalire la classifica.
Per evitare di rimanere impantanati in una lotta salvezza, servirà una netta inversione di tendenza, soprattutto sul piano dell’atteggiamento e della produzione offensiva. Il dato dei due match senza tiri nello specchio è un campanello d’allarme che non può essere ignorato dal gruppo e dallo staff tecnico.

