La Juve Stabia sistema i conti e si avvicina all’iscrizione in Serie B. Per il Bari si chiude la strada del ripescaggio e restano aperti i nodi stadio, dirigenza e mercato.
La Juve Stabia evita il rischio e il Bari perde l’ultima speranza
Adesso non ci sono più scenari alternativi da attendere. Il Bari dovrà programmare la prossima stagione partendo dalla Serie C. La svolta è arrivata da Castellammare di Stabia, dove la Juve Stabia ha trovato una soluzione alla crisi societaria che rischiava di comprometterne l’iscrizione al campionato cadetto.
A rilevare il club è stato l’imprenditore Alfredo Guerri, già vicino alla società come sponsor, attraverso la Domus Srl. L’operazione ha consentito di avviare una ricapitalizzazione da circa sette milioni di euro, necessaria per riequilibrare i conti e completare il percorso verso l’iscrizione alla Serie B.
Per il Bari si chiude così la possibilità di beneficiare di una mancata iscrizione del club campano. I biancorossi, retrocessi dopo il playout, avrebbero infatti potuto rientrare in corsa soltanto in presenza di una rinuncia o di un’esclusione federale della Juve Stabia.
Contestazione e incertezza: cresce il malumore della piazza
La definizione della vicenda ha avuto immediate ripercussioni sull’ambiente barese. Tra i tifosi si è rafforzata la convinzione che il futuro del club debba necessariamente passare da una svolta societaria dopo una stagione conclusa con la retrocessione.
Nelle ultime ore in diversi punti della città sono comparsi striscioni e cartelloni critici nei confronti della famiglia De Laurentiis e del sistema delle multiproprietà. Iniziative che fanno seguito alle prese di posizione già espresse dai gruppi organizzati della Curva Nord.
La delusione sportiva si somma a un clima di incertezza che coinvolge tutti gli aspetti della vita del club. Il rapporto tra la proprietà e una parte consistente della tifoseria continua infatti ad apparire fortemente compromesso, mentre dalla società non sono ancora arrivate indicazioni pubbliche sul progetto tecnico e sul futuro immediato.
Stadio, direttore sportivo e squadra: il Bari riparte tra molte incognite
Oltre alla conferma della Serie C, il Bari deve affrontare una serie di questioni ancora irrisolte. La prima riguarda lo stadio dove disputare le gare interne della prossima stagione. Il confronto tra il sindaco Vito Leccese e il presidente Luigi De Laurentiis non ha ancora prodotto una soluzione definitiva sul San Nicola e il termine del 16 giugno si avvicina.
Sul tavolo restano le ipotesi rappresentate dagli impianti di Monopoli e Altamura, alternative che la società sta valutando nel caso in cui non si arrivi a un’intesa con il Comune.
A complicare ulteriormente il quadro c’è anche la programmazione sportiva. Il Bari deve ancora definire l’assetto dell’area tecnica, individuare il nuovo direttore sportivo, scegliere l’allenatore e costruire una rosa competitiva per un campionato tradizionalmente difficile come la Serie C.
Le prossime settimane saranno quindi decisive per comprendere quale direzione prenderà il club. Dopo aver visto svanire l’ipotesi ripescaggio, il Bari è chiamato a concentrarsi esclusivamente sulla propria ricostruzione, in un’estate che si annuncia tra le più delicate della sua storia recente.

