Il Bari gioca una buona partita per oltre un’ora, passa in vantaggio con Butic e sfiora più volte il raddoppio. Nel finale, però, la Salernitana ribalta il risultato in quattro minuti e si impone 2-1 all’Arechi.
Per oltre settanta minuti il Bari dà l’impressione di poter conquistare uno dei successi più importanti di questo avvio di stagione. All’Arechi, contro una delle principali candidate alla promozione, la squadra di Massimo Rastelli interpreta la gara con personalità, crea numerose occasioni e controlla il match. Ma quando sembra vicina al colpo esterno, si spegne improvvisamente. La Salernitana ne approfitta, ribalta il risultato nel finale e infligge ai biancorossi una sconfitta che pesa sia per la classifica sia per come è maturata.
Butic illude il Bari, le occasioni non bastano
L’avvio è perfetto per il Bari. Dopo appena dieci minuti Karlo Butic trasforma con freddezza il calcio di rigore conquistato da Giulio Maggiore, portando avanti i biancorossi.
La squadra di Rastelli continua a giocare con ordine e qualità, trovando spazi soprattutto sulle corsie esterne. Matteo Della Morte impegna più volte Galeotti, mentre lo stesso Butic e Mirko Elia sfiorano il raddoppio. Dall’altra parte, la Salernitana si rende pericolosa soltanto a tratti e trova sulla propria strada un attento Michele Cerofolini, decisivo prima dell’intervallo su Celiento.
Anche nella ripresa il copione sembra non cambiare. Il Bari mantiene il controllo della gara, crea altre opportunità con Tribuzzi, Della Morte e ancora Butic, ma manca il colpo che avrebbe potuto chiudere definitivamente l’incontro.
I cambi cambiano la partita
L’episodio che indirizza la sfida arriva negli ultimi dieci minuti. Dopo aver sprecato l’occasione del possibile 2-0, il Bari abbassa progressivamente il proprio baricentro e rinuncia ad attaccare con continuità.
Anche le sostituzioni non producono gli effetti sperati. L’ingresso di Moussa Mane e Davide Colangiuli al posto di Della Morte e Maggiore non riesce a mantenere alta la pressione offensiva e consente alla Salernitana di guadagnare metri.
I granata prendono fiducia e nell’arco di quattro minuti ribaltano completamente la partita. All’83’ Lescano trova il pareggio approfittando di una disattenzione difensiva, mentre all’87’ è Djamanca a firmare il definitivo 2-1 con un colpo di testa che completa la rimonta.
Una sconfitta che lascia insegnamenti
Più del risultato, a preoccupare è il modo in cui il Bari ha perso una partita che sembrava avere in controllo. Per oltre un’ora i biancorossi hanno dimostrato di poter competere alla pari contro una diretta concorrente, costruendo gioco e creando diverse occasioni da rete.
Il limite è emerso nella gestione del vantaggio. Invece di continuare ad attaccare, la squadra ha progressivamente rinunciato all’iniziativa, permettendo alla Salernitana di crescere e trovare fiducia nel finale.
La sconfitta ha anche conseguenze sulla classifica. Il successo del Potenza contro il Picerno consente ai lucani di salire da soli al comando con 19 punti, davanti al Sorrento a quota 18. Il Bari, fermo a 16 punti, scivola al terzo posto, pur restando pienamente in corsa nelle posizioni di vertice.
La prestazione dell’Arechi lascia comunque indicazioni contrastanti. Da una parte un Bari capace di mettere in difficoltà una delle squadre più attrezzate del girone; dall’altra una formazione che deve ancora imparare a gestire i momenti decisivi delle partite. Ed è proprio su questo aspetto che Massimo Rastelli sarà chiamato a lavorare nelle prossime settimane.

